.
Annunci online

Articolo 21 premia cronista del Mattino «Onestà e rigore»

23 maggio 2008, camorra




Una settimana fa a Casal di Principe le minacce sui muri per Rosaria Capacchione, e Rosaria che da 25 anni scrive di cronaca giudiziaria sul Il Mattino ieri ha ricevuto un premio. Insieme al premio sono arrivati da Roma Giuseppe Giulietti parlamentare e portavoce di Articolo21 e Roberto Natale presidente della Federazione Nazionale della stampa, Lorenzo Diana esponente nazionale Pd, da anni impegnato sul fronte anticamorra e tutti i massmedia nazionali. Un premio che, per giunta, arriva a poche settimane dalla prossima sentenza del processo Spartacus. Durante la breve cerimonia che si è tenuta nelle stanze della redazioen casertana del Mattino Lorenzo Diana ha ribadito la richiesta «di rispettare il popolo dei casalesi in quanto abitanti di Casal di Principe», e non di non usarere la parola casalesi come sinonimo del clan camorrista di Bidognetti e Sandokan. «I casalesi sono persone per bene così come i corleonesi, ovvero gli abitanti di Corleone non si identificano certo con Totò Riina e i mafiosi». Giuseppe Giulietti ha parlato della «scorta mediatica» che insieme ad Articolo 21 l’informazione italiana intende dare «a giornalisti normali, come Rosaria Capacchione, Lirio Abbate e i tanti che, come loro, raccontano la mafia, la camorra e la Ndrangheta». Roberto Natale ha ricordato come questo premio è importante per i giornalisti italiani, perché ricorda quale dovrebbe essere il mestiere del giornalista e la funzione fondamentale di colui che «racconta» l’Italia, camorra compresa: «È un’occasione che ci ricorda chi siamo, quasi un tornare a lezione di giornalismo, lezione di normalità». Con tutti loro c’era Alberto Spampinato fratello di Giovanni, ucciso dalla mafia, che ha consegnato il premio, un quadro di un pittore Valentini, raffigurante una colomba bianca in mezzo al filo spinato, simile forse al campo di concentramento di Buchenwald, dove l’artista è stato internato. Questa la motivazione: «Una giornalista che fa il suo mestiere con onestà e rigore, racconta ciò che accade, dà memoria come fanno altri cronisti. Cronisti spesso odiati proprio perché fanno bene il mestiere di giornalista, perché raccontano i fatti e illuminano le oscurità».






permalink | inviato da scuolantimafia il 23/5/2008 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia aprile        giugno