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La camorra è un male assoluto

8 maggio 2008, camorra

 In settimana ho incontrato 35 detenuti del carcere di Eboli, su richiesta degli stessi carcerati. Tema: la camorra è un male assoluto. Ho preso spunto dalla lettera del pentito Domenico Bidognetti, quello a cui la camorra casalese ha ucciso due giorni fa l' anziano padre, Umberto. Da questo omicidio si comprende che ormai la camorra ha paura dello Stato. Perché finalmente lo Stato ha deciso di riprendersi il territorio, un territorio devastato, impoverito dalla criminalità organizzata. A fine maggio ci sarà la sentenza di appello del processo Spartacus che in primo grado ha portato alle condanne di Schiavone, Bidognetti e dei super latitanti Zagaria e Iovine. «Basta una denuncia per farli impaurire, infatti sono conigli che scappano davanti a spietati cacciatori», questo aveva scritto Domenico nel giorno in cui a Casal di Principe si ricordava don Peppino Diana. Una lettera pesante, ma chiara: denunciare e avere però dalla propria parte uno Stato forte, "spietato", con leggi severe, che va avanti senza tentennamenti, sottraendo tutto il patrimonio economico alla camorra. Combattere la criminalità e i clan camorristici significa non fare passi indietro dopo questo delitto eclatante. Non accada come a Forcella dopo la morte di Giovanni Giuliano, figlio di Luigi Giuliano, anch' egli collaboratore di giustizia. Lì tutto è passato sotto silenzio. Non facciamo cadere nessun velo su questa storia, la gente ha bisogno di fiducia e solo lo Stato può darla. La storia ci insegna che bisogna non ferire il nemico "camorra", numero uno dello sviluppo della nostra terra, ma abbatterlo, ucciderlo, per il bene dei nostri giovani. Un detenuto, prendendo la parola nel dibattito dopo il mio intervento, diceva con la convinzione di cui è capace chi si è sporcato le mani e ha pagato di persona: «Smettiamola di essere marionette nelle loro mani, non consentiamo a nessuno di tirare i fili della nostra vita». A queste parole è seguito un lungo applauso, segno che anche dietro le sbarre c' è tanta voglia di riscatto, perché la camorra è solo un "sogno" che si infrange velocemente distruggendo vita e speranza. Fa bene il capo della polizia, Antonio Manganelli, a volere il 18 maggio la festa nazionale della Polizia a Casal di Principe. Noi ci andremo, insieme con tanti ragazzi e ragazze delle scuole. Abbiamo tutti bisogno di far sentire e vedere uno Stato forte. - LUIGI MEROLA




permalink | inviato da scuolantimafia il 8/5/2008 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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